Discussione: A.C. Sambonifacese
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Vecchio 01-07-2008, 09: 37
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predefinito A.C. Sambonifacese

La sua storia...
I primi calci al pallone a San Bonifacio risalgono agli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale. Il cosiddetto Foro Boario, ampia area erbosa che sorgeva al centro del paese, era il luogo deputato per le prime partitelle. Si ricorda di una squadra, il San Marco, che si sfaldò perché tutti i giocatori vennero chiamati alla guerra. La passione sportiva riprese dopo la fine del conflitto per iniziativa del medico pediatra Mino Carbognin e del maestro elementare Gino Tartaglia, proprietario del Caffè All’Angelo che fondarono la «Risorta», mentre lo stesso Tartaglia, con alcuni amici, diede vita alla «Ginnosportiva» che si occupava di altri sport come ginnastica, sollevamento pesi, atletica leggera, podismo, pugilato. Poi la Risorta andò in crisi e allora Gino Tartaglia ed i suoi collaboratori fondarono l’Associazione Calcio Sambonifacese. Era il 1921. I primi calciatori della squadra furono il portiere Giovanni Zarattini, l’ala sinistra Gino Parladori, il terzino Giuseppe Pozza detto «Armadura», il mediano Fausto Barbieri e, ancora, Aldo Rigodanza, Minico Todescato, Luigi Malesani, Carlo Piubello, Guido Resi, Francesco Franzoni poi granata con il Torino, Righetto finito in serie A con il Livorno.
Il successo arriva subito, nel 1922, al campionato provinciale Liberi. La Sambonifacese precede Cologna Veneta, S. Michele Extra, la seconda squadra dell’Hellas Verona, Zevio, S. Giovanni Lupatoto.
La Sambo rivinse il torneo Liberi nel 1928-29 e nel 1930 fu promossa alla seconda divisione. In paese era, intanto, molto intensa l’attività calcistica parrocchiale e dalle squadre allestite da don Piero Zampieri («don Zavata») coadiuvato da Giuseppe Bonomi, Gigi Rossini, Bepi Dalli cani, Nello Mosele uscirono diversi nomi che poi avrebbero fatto le fortune dalla Sambonifacese.
La società partecipò dal 1936 al 1938 al Campionato di Terza divisione, ma si trattò di un periodo di letargo, con stagioni nemmeno concluse. La Sambonifacese fu rimessa in piedi nel 1939 da Sergio Fiorentini, assieme a Nino Scarmi e Giuseppe Giuspoli e nel 1940 la squadra conquistò il titolo provinciale del Campionato di propaganda battendo nella finale il Pescantina per 2-0.
Nella seconda guerra mondiale l’attività andò avanti a rilento, con giocatori che andavano e venivano. La Sambonifacese, comunque, vinse il campionato di Prima divisione nel 1942-43, arrivando così alla serie C. Era una squadra temuta su ogni campo.
Alla ripresa del campionato, dopo la guerra, alla guida della squadra arrivò l’allenatore Umberto Manzini, mentre la società era presieduta da Giovanni Giacometti e più tardi da Leonardo Brendolan.
Il campionato 1946-47 fu quello del grande sogno! Era arrivato un nuovo allenatore, l’ungherese Vanicech. La serie B sembrava lì, ad un passo, e partita dopo partita la gente ci credeva sempre più. Finché non venne quella maledetta domenica, una domenica di vento e neve; era uno scontro decisivo per la classifica; si giocava col Parmavecchia e la partita restò a lungo in equilibrio finché, su un cross insidioso, il portiere della Sambonifacese mancò l’uscita, per un equivoco col difensore: l’attaccante avversario segnò di testa. Finì 0-1 ed i giocatori, oltre all’amarezza personale, si presero un sacco di parolacce, anche i giorni seguenti per la strada. La Sambonifacese poi vinse il campionato di terza nel 1952-53, quello di Seconda categoria nel 1953-54 e quello di Prima categoria nel 1954-55. E sfiorò la quarta promozione consecutiva perdendo, a fine stagione 1955-56, lo spareggio con la Scaligera allo stadio Bentegodi. La Sambonifacese ha poi vinto i campionati di Seconda nel ’64 e nel ’68.

Ultima modifica di L.R. VICENZA : 14-07-2008 a 12: 50.
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