Per la prossima stagione non ci sarà Pagliari sulla panchina del Lanciano, accordo con la società per la rescissione del contratto.
Siamo alla ricerca di un Mister, io preferirei Francesco Monaco.
Per la prossima stagione non ci sarà Pagliari sulla panchina del Lanciano, accordo con la società per la rescissione del contratto.
Siamo alla ricerca di un Mister, io preferirei Francesco Monaco.
LANCIANO - Oggi il primo incontro; la prossima settimana la definizione del rapporto. La sensazione, comunque, è che il matrimonio tra la Virtus Lanciano e mister Pagliari sia arrivato al capolinea. Ecco perché gli incontri che ci saranno in questi giorni con Pagliari potrebbero portare ad un “grazie ed arrivederci” nonostante di mezzo ci sia un contratto firmato anche per l’anno prossimo. Dunque è probabile la risoluzione del rapporto; da capire fino a che punto sarà amichevole.
Non è comunque un mistero che in queste settimane sia i dirigenti della Virtus Lanciano che Pagliari si siano guardati attorno valutando strade alternative. Dalla scelta dell’allenatore dipenderà anche la costruzione dell’organico.
Per rescissione amichevole del contratto si intende una buonuscita rilevante, per quanto riguarda i giocatori sotto contratto, molti dovranno cederli... ma chi se li prende!
Quasi fatta per il ritorno di Francesco Monaco sulla panchina del Lanciano!
LANCIANO. Il campionato di Prima divisione è finito da oltre un mese. E' terminato con la Virtus Lanciano in salvo grazie ai 44 punti conquistati. Un traguardo che, però, non ha fatto compiere salti di gioia alla tifoseria e alla società. Che miravano più in alto. A fronte degli investimenti effettuati, infatti, l'obiettivo (anche dichiarato) era la qualificazione ai play off. E non è stato centrato. Da qui, la delusione della piazza. Che ha chiesto alla famiglia di dare un taglio netto con il gruppo che ha regalato più delusioni (sette sconfitte) che gioie (quattro vittorie) allo stadio Biondi. A tal punto che nella gara casalinga contro il Real Marcianise al botteghino sono stati staccati 141 biglietti, record negativo di paganti. C'è stato uno strappo tra la squadra e la città. Da qui la richiesta della tifoseria di cambiare tutto. La famiglia Maio è rimasta in silenzio, meditare. Inverosimile l'ipotesi del disimpegno. Anche perché ci sono molti giocatori sotto contratto con ingaggi di prima fascia per la categoria. In queste settimane, la dirigenza, pur senza rilasciare dichiarazioni ufficiali, ha maturato l'idea di cambiare l'allenatore per voltare pagina. Ma Dino Pagliari, l'allenatore chiamato da Luca Leone al posto di Di Francesco nel gennaio del 2009, ha un contratto che lo lega alla Virtus Lanciano anche per la prossima stagione. Con un ingaggio consistente. La società gli ha prospettato un programma ridimensionato. Gli sta facendo capire che è arrivata l'ora di salutarsi, dopo che per un anno e mezzo il tecnico ha imposto le sue decisioni in tutte le scelte della Virtus. Pagliari è forte del contratto e non intende rescinderlo se non a condizioni vantaggiose. I prossimi giorni saranno fondamentali. La Virtus cercherà di stringere i tempi dell'addio. "Liberarsi" di Dino Pagliari è l'imperativo, dopodiché la scelta del nuovo tecnico non sarà un problema. E, probabilmente, spetterà ancora a Luca Leone, il responsabile dell'area tecnica da due anni nella stanza dei bottoni della Virtus Lanciano. L'ex capitano rossonero sa bene che per rivitalizzare un ambiente il cui entusiasmo è ai minimi storici c'è bisogno di un allenatore valido. Di un allenatore in grado di far sognare la tifoseria. Non Fabrizio Castori che ormai gravita nell'orbita della serie B. In città sono stati fatti i nomi di tanti tecnici per la panchina frentana. Un elenco sterminato. Allenatori giovani e meno giovani. Probabilmente, il condottiero nella mente di Maio e Leone è Andrea Camplone che nell'ultima stagione ha guidato per qualche mese il Benevento nel girone A della Prima divisione. Camplone a Lanciano (il capitano era proprio Luca Leone) è già stato, stagione 2006-2007, gestione Di Stanislao. E' stato scelto in estate da Riccardo Angelucci e confermato da Di Stanislao, subentrato al timone nell'agosto del 2006, che nella seconda parte del torneo prima l'ha esonerato e poi lo ha richiamato in panchina. Camplone, 44 anni a luglio, nel tempo ha stretto un ottimo feelin con la tifoseria. E sarebbe il tecnico ideale per rivitalizzare un ambiente piuttosto depresso. La dirigenza lo sa. Ma adesso ha altro a cui pensare: sì perché prima di stringere i tempi con Camplone deve siglare il divorzio da Dino Pagliari. E la trattativa non sarà facile. (IL CENTRO)
Camplone è davvero il mister che fa fare i salti di qualità..non dal basso verso l'alto,ma dall'alto verso il bassoBuona fortuna veramente
"Nulla in Italia è più antico di Benevento"
Edward Hutton, Naples and Campania revisited, London, Hollis and Carter, 1958
secondo me i Maio hanno fatto l'errore di voler "emulare" i vicini di casa del Pescara, facendo contratti pluriennali ed onorosi a gente che non se li meritava che tutto sommato non ha mai fatto la differenza, giocatori comunque se si toglie Di Cecco che hanno sempre giocato in C , e chi come Vastola ha calcato i campi della A era ormai in fase calante.
eppure la squadra c'era, bastava non darla in mano ad un allenatore iper difensivo e senza idee cocciuto nel portare avanti il suo credo fino a salvarsi a poche giornate dal termine del campionato.
Pagliari ora non vuole neanche rescindere il contratto... spero abbiate capito che razza di persona sia
_________IO_______NON____MI__________TESSERO
LANCIANO. Il rapporto tra la Virtus Lanciano e Dino Pagliari è ormai ai titoli di coda. Ieri il tecnico è tornato in città per firmare la liberatoria e ha parlato con la dirigenza rossonera. Che gli ha espresso la volontà di voltare pagina e di sciogliere consensualmente il contratto con scadenza giugno 2011. Un concetto già noto all'allenatore di Terni, il cui operato è stato bocciato dalla tifoseria frentana. La trattativa, però, non è semplice dal momento che Pagliari è titolare di un contratto e occorre arrivare a un accordo per romperlo. C'è da quantizzare la buonuscita e le parti continuano a discutere. In città, negli ultimi giorni, sono stati visti anche altri tesserati dell'ultima stagione. Anche loro per firmare le liberatorie. La famiglia Maio ha provveduto a mettersi in regola per quanto riguarda i pagamenti degli stipendi. Un passaggio fondamentale per non avere problemi per l'iscrizione al prossimo campionato di Prima divisione. E problemi non ce ne saranno. C'è una comproprietà da rivolvere, quella del centrocampista Domenico Di Cecco con il Chievo. Le parti stanno trattando e nelle prossime ore si dovrebbe addivenire a un accordo. Solo dopo l'ufficializzazione del divorzio da Dino Pagliari la Virtus Lanciano potrà annunciare il nome del nuovo tecnico. In pole position c'è Andrea Camplone, pescarese, classe 1966, che a Lanciano è già stato nella stagione 2006-2007, lasciando un buon ricordo nella tifoseria. Sono tanti i nomi circolati per la successione di Pagliari e quello di Andrea Camplone potrebbe rilanciare l'entusiasmo della piazza, ai minimi storici dopo una stagione chiusa con i risultati non in linea con gli obiettivi dichiarati e gli investimenti effettuati dalla famiglia Maio. Chiaramente la scelta dell'allenatore condizionerà lo svolgimento del mercato. Anche se la società ha fatto chiaramente intendere che non ci saranno ingaggi onerosi. A molti dei giocatori è stato proposto di spalmare il contratto, allungandolo. Tornano dal prestito i centrocampisti Volpe ed El Kamch e l'attaccante Morante, alcuni dei giocatori bocciati da Dino Pagliari che per un'intera stagione - e con l'avallo del responsabile dell'area tecnica e della società - non ha convocato il difensore Bolic e l'attaccante Pagliari. Anche loro, ieri, erano in città per firmare le liberatorie. Il contratto è finito, così come l'esperienza in maglia rossonera. (IL CENTRO)
LANCIANO. Sistemate, con la firma delle liberatorie, le questioni relative ai calciatori, alla Virtus Lanciano resta ora da scegliere il nodo più importante, quello relativo all'allenatore. Dal quale dipendono tutte le future scelte della famiglia Maio in vista della nuova stagione calcistica: la decima consecutiva per la squadra rossonera nel campionato che prima si chiamava C1 e adesso Prima Divisione. Un traguardo importante, per una città di 40mila abitanti e che, una volta approdata nell'allora serie C1 (stagione 2000/2001), non l'ha più mollata, passando dagli Angelucci ai Maio, con l'intermezzo di Di Stanislao. L'allenatore non dovrebbe essere Dino Pagliari, nonostante il contratto che scade nel giugno 2011. Dopo un paio di incontri esplorativi, che non hanno sortito gli effetti sperati, società e tecnico si rivedranno a breve, nella speranza di arrivare ad una soluzione soddisfacente per entrambi. La famiglia Maio ha ormai deciso di voltare pagina dal punto di vista tecnico e deve necessariamente arrivare a rescissine consensuale: si tratta insomma di trovare un accordo sulla buonuscita da riconoscere a Pagliari. Ostacolo che al momento blocca qualsiasi altra trattativa, a cominciare da quella relativa al nome del suo successore. A tale proposito, la società (che ha sinora ufficializzato solo il riscatto, dal Chievo, di capitan Di Cecco, ed il rientro, per fine prestito, dei vari Volpe, El Kamch e Tarquini) non lascia trapelare nulla, preferendo non commentare i nomi dei vari tecnici accostati, in questi giorni, alla panchina frentana. Tra i tanti fatti, comunque, ce n'è uno che pare riscuotere particolare gradimento presso la tifoseria rossonera: è quello di Andrea Camplone, che a Lanciano ha lavorato nella stagione 2006/2007, guadagnandosi i favori della piazza non solo per il gioco espresso dalla sua squadra (che per la cronaca chiuse il torneo al 13º posto), ma soprattutto per l'atteggiamento avuto nei confronti dell'allora presidente Di Stanislao. «Storie vecchie, sulle quali preferirei non tornare», osserva lo stesso Camplone, «mentre della città e dei suoi tifosi ho solo ricordi bellissimi». E circa il presente, cosa può dire? «Non molto. Nel senso che in attesa di novità, trascorro come sempre l'estate al lavoro, presso lo stabilimento balneare di mia proprietà. Con la Virtus non ho avuto contatti diretti, ad eccezione di uno scambio di battute con Luca Leone (a Macerata, in occasione delle fase finale del campionato Primavera, ndr). Leggo i giornali e vedere il mio nome accostato a quello della Virtus non può che farmi piacere. Certo che tornerei ad allenare a Lanciano, dove mi sono trovato benissimo e conservo tuttora importanti legami di amicizia. E poi, con alle spalle una famiglia solida come quella dei Maio, ci sono tutte le condizioni per lavorare al meglio. Anche con i giovani».
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