
Originariamente Scritto da
LupoVerde
curriculum da paura.....
Da allenatore professionista Sandro Walter Salvioni, 55 anni da Bergamo, non è stato baciato dalla fortuna. Ha fatto bene in Francia: nel 2000/01 venne chiamato da Sensi sulla panchina del Nizza, appena acquistato dall’ex patron della Roma. Tra mille problemi societari, ottiene la salvezza e, l’anno successivo, un’inaspettata promozione in A. Ma in Italia, Salvioni, un passato da centrocampista “metodista” sui campi di C (Leffe, Seregno, Novara, Derthona, Varese, Samb, Parma, Brescia e Foggia) non ha raccolto risultati soddisfacenti. Ha cominciato in serie D, a Seregno, nell’89/90 (due stagioni). Poi è passato al Crema. La prima esperienza da professionista risale ‘93/94 alla Vastese in C2. Con una squadra di ragazzini e una gestione societaria improntata al risparmio, sfiorò la salvezza, ma all’ultima giornata non evitò la retrocessione. Allievo di Arrigo Sacchi, al cui servizio ha giocato a Parma, ne mette in pratica gli insegnamenti proprio nella città ducale: per sei anni guida la Primavera gialloblu, in collaborazione con il Ds Larini, che ne ha proposto la candidatura per la panchina dell’Ancona. Considerato a Parma un talento emergente, ogni volta che ha tentato di far carriera altrove, è sempre rimasto scottato. Rientrato dalla Francia, prima gli viene chiesto di salvare il Cosenza in B, ma in 7 gare raccoglie solo 6 punti, non riuscendo a far meglio dei suoi predecessori (Mondonico e Sala). Esonerato. Nel 2003 Pastorello gli affida il Verona in B, ma l’entusiasmo si trasforma presto in delusione: 18 punti in 20 partite, scaligeri al terz’ultimo posto e licenziamento a Natale. Per un anno resta senza squadra, poi nel 2006 riparte dalla C1: a marzo subentra a Marco Rossi sulla panchina del Lumezzane, ma non riesce ad evitare la retrocessione ai playout con la Samb. E proprio ad una partita contro il Lumezzane risale il suo terzo esonero, quando era al timone dell’Uso Calcio, la scorsa stagione in C2.
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