Domenica 25 Novembre: Il silenzio delle curve italiane!
Domenica 25 Novembre: il silenzio delle curve italiane
Domenica si gioca la 15.a giornata di campionato in attesa del recupero della 14.a giornata programmata per il mercoledì 12 dicembre alle ore 14.30. Molte saranno le curve, che in silenzio protesteranno, ecco uno stralcio dello sciopero di alcune delle curve italiane preso dal nostro forum e riportato in home page:
COMUNICATO CURVA ANDREA COSTA BOLOGNA:
SILENZIO PER CHIEDERE GIUSTIZIA E VERITA´ DOPO L´11 NOVEMBRE
Ci sono momenti per tifare, per manifestare, per urlare la propria rabbia o il proprio silenzio.
Oggi noi sacrifichiamo la voglia di urlare e di tifare, o meglio, il diritto di urlare e di tifare, per chiedere giustizia e verità per chi non può farlo, perché è stato ucciso.
Oggi e domani il silenzio dei gruppi ultras in tutti gli stadi e in tutte le categorie (dalla A ai dilettanti) sarà un altissimo grido di giustizia e una grandissima richiesta di verità, grazie ad ogni persona che si unirà al nostro silenzio e alla nostra voglia di non fare finta di nulla dopo i fatti dell´11 novembre.
I FATTI DELL´11 NOVEMBRE:
- L´11 novembre verso le ore 9,00, un agente di polizia uccide Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso.
- l´11 novembre dalle 9 di mattina in poi, il Questore di Arezzo inizia a costruire un castello di informazioni frammentarie, incomprensibili, false, confuse e incerte e andrà avanti cosi fino a sera, raccontando di un fantomatico colpo sparato in aria che - chissà perché e chissà come - ha ucciso una persona…
- l´11 novembre il Responsabile della Polizia decide - nonostante alcune pressioni della Federazione Calcio - che non è il caso di fermare il campionato, un “simbolico” ritardo di 10 minuti (peraltro solo per le partite di serie A, perché per le altre serie nemmeno quello) è più che sufficiente per uno che poi alla fin fine era nel migliore dei casi “solo” un tifoso e nel peggiore magari anche un po´ ultras….
- l´11 novembre sono (siamo) in tanti quelli che sanno che l´unica cosa giusta e civile sarebbe non giocare ! Non hanno nessun senso queste partite davanti ad un omicidio come quello che è appena avvenuto: comincia a salire subito la richiesta di GIUSTIZIA che nelle prime ore di quella maledetta domenica significa, semplicemente, “NON GIOCARE”….
- l´11 novembre si reagisce con rabbia alla ignobile decisione di far giocare il campionato: le reazioni più clamorose (da Bergamo a Taranto, dove comunque l´unico scopo era quello di non far giocare la partita) fanno subito il giro delle televisioni, dell´informazione, dei perbenisti e moralisti dell´ultima ora. La reazione rabbiosa, e sicuramente in alcuni casi estrema, diventa il pretesto per provare a far passare in secondo piano il motivo e in primo piano le conseguenze: GLI ULTRAS distruggono il calcio… sono un pericolo pubblico… fermiamoli….
- l´11 novembre ha confermato, nella sua drammaticità, (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le norme e i provvedimenti del “dopo-Raciti” sono solo un guazzabuglio di provvedimenti anticostituzionali che si sono dimostrati clamorosamente sbagliati. I provvedimenti cautelari basati sulla presunzione di pericolosità, i tornelli, i biglietti nominali, i controlli e i divieti per i bambini di entrare allo stadio con bandiere della propria squadra, il divieto di esporre striscioni con nomi di gruppi e di suonare tamburi, il divieto di comperare i biglietti per la trasferta nel giorno della partita e via di questo passo, i sequestri di decine e decine di sciarpe con la sola scritta ultras e l´assoluta disparità e soggettività di comportamenti da uno stadio all´altro e da una partita all´altra … a cosa sono serviti?
DOPO L´11 NOVEMBRE
- il fatto è che c´è una persona di 28 anni uccisa … uno di quelli che allunga la lista delle “morti per caso” come Aldrovandi a Ferrara e dei “morti per stadio”.
- il fatto è che le conseguenze per la “gente da stadio” (per tutti, non solo per gli ultras) saranno sempre peggiori: adesso sbandierano la “Card del tifoso” (strumento di controllo e in pratica di annullamento di diritti costituzionali quali la libertà di circolazione, di parola, di espressione ecc), la security privata, il divieto di trasferte a decine di tifoserie.
- il fatto è che, per l´ennesima volta, mentre dagli ultras arriva chiaro il messaggio che NESSUNO può morire per una partita (sia questo un poliziotto oppure un ultras) e che per noi i morti sono tutti uguali (se è vero che dopo Raciti moltissimi gruppi avevano deciso un´ autosospensione) per la “parte bene e ufficiale” del calcio, e dello Stato, la morte non è certo uguale per tutti.
- il fatto è che domenica 18 novembre il campionato si ferma (per altro - per caso?- proprio nella giornata in cui la Serie A - unica con un valore economico - già non avrebbe giocato) e non per rispetto verso un ragazzo morto ma per protestare verso “la violenza nel calcio”…
- il fatto è che con orgoglio non ci siamo mai adeguati alle “norme dell´Osservatorio” e abbiamo preferito rinunciare (con grandissimo sacrificio) a tutti gli storici mezzi di espressione del nostro tifo (striscioni, bandiere, fumogeni, megafoni, coreografie ecc) pur di non “accettare”, e quindi implicitamente condividere, delle misure che, di fatto, erano il contrario di tutto quello che è lo spirito ultras o semplicemente il libero tifo da stadio. Per questo, mentre rispettiamo tutti i clubs “non-ultras” che hanno deciso di sottostare alle norme dell´osservatorio chiedendo i rispettivi permessi, non possiamo condividere assolutamente la scelta di “gruppi ultras” che hanno “svenduto” uno striscione per un permesso chiesto alle Questure, né possiamo pensare di portare avanti le nostre idee assieme a loro….
E ADESSO, DOPO L´11 NOVEMBRE, NOI CHIEDIAMO :
- Giustizia vera per Gabriele Sandri, e Giustizia vera significa non solo l´imputazione di omicidio volontario a carico di chi ha ucciso (quella è la minima applicazione della legge, non giustizia) ma anche che emergano in tutta la loro drammaticità le esagerate responsabilità di chi prima ha cercato di falsare o non divulgare la notizia e di chi dopo ha ritenuto che era più importante giocare qualche partita, che rispettare un morto da stadio
- Giustizia e Verità sul caso-Raciti: venga finalmente fatta luce sui fatti (ma quelli veri, non quelli che fanno comodo) e si dica, senza paura, come sono andate veramente le cose, uno Stato libero e democratico non ha paura della verità.
E se GIUSTIZIA (ma quella vera, quella con tutte le lettere maiuscole) verrà fatta, allora questa sarà la nostra unica e migliore “vendetta“. Lotteremo per ottenere questa Giustizia, la invocheremo a gran voce, la porteremo tra la gente che con noi condivide la passione per la nostra squadra e che, siamo certi, non può volere questo “modo di andare allo stadio”. E a tutti quelli che hanno già strumentalizzato questa vicenda o che l´hanno utilizzata o l´utilizzeranno per provare a dimostrare “che è tutta colpa degli ultras” e che senza di loro “tutto è perfetto, bello e sicuro”… a tutti questi possiamo solo dire una cosa: VERGOGNATEVI!!!
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COMUNICATO CURVA NOR MAURIZIO ALBERTI PISA
….. CHE IL NOSTRO SILENZIO VALGA PIU´ DI MILLE PAROLE…
"Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, è stato deciso da tutte le curve italiane di accogliere l´iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.
Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e si auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.
L´astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d´informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d´informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.
Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole...".
Questo il comunicato nazionale diffuso e condiviso dalla totalità delle tifoserie. Come Curva Nord Maurizio Alberti abbiamo deciso di aderire alla forma di protesta che è stata scelta e nella partita a Verona con il Chievo ci asterremo dal sostenere la squadra durante l´arco dei novanta minuti. Anche se il momento del Pisa e le gesta dei ragazzi di Ventura meriterebbero il consueto sostegno sabato è importante rispettare questo silenzio. Invitiamo però tutta la tifoseria nerazzurra ad entrare nello stadio Bentegodi con largo anticipo, questo perché nella mezzora precedente al fischio iniziale faremo il tifo, canteremo i nostri cori, urleremo a squarciagola, sventoleremo le nostre sciarpe, cercheremo in tutti i modi e nonostante il decreto di colorare il settore ospiti. Ma appena inizierà la partita scenderà il silenzio. Un silenzio che in mezzo a tanta ipocrisia e in mezzo a tante parole false e moraliste chiede giustizia per Sandri, e, insieme al resto delle tifoserie italiane, esprime dissenso verso tutta questa criminalizzazione del mondo delle curve.
Quelli che l´ambiente Pisa Calcio loda ad ogni occasione, sono Ultrà. Che lo sappiano bene anche il tecnico e i giocatori, da capitan Raimondi in giù. Quelli che sostengono le squadra, quelli che cantano “Vamos Vamos” e fanno le coreografie, quelli che a Verona staranno zitti e renderanno spettrale il clima del Bentegodi, svilendo di fatto lo spettacolo, sono Ultrà.
Leggendo gli atti del Viminale, e gli articoli dei giornali, e sentendo le direttive delle Questure, gli ultrà sono il principale problema della criminalità in Italia. Il nemico pubblico numero uno. Da combattere, contrastare, schiacciare. Perché sull´argomento-ultrà le forze dell´ordine sono sottopressione. Più che per pedofili, mafiosi, camorristi. E sanno di avere le mani libere.
Per l´Ispettore Raciti si sono fermate la partite. Per Sandri no. È inaccettabile il silenzio che c´è stato in seguito all´omicidio dalle nove di mattina all´una, sono inaccettabili le prime dichiarazioni della questura di Arezzo che parlavano di colpi sparati in aria, di chissà quale rissa, di un morto colpito chissà da cosa ma comunque già tacciato di precedenti da stadio (tra l´altro poi smentiti). Sarebbe stato logico e normale che già alle dieci di mattina si parlasse di un colpo sparato ad altezza uomo da uno scellerato poliziotto, sarebbe stato logico scusarsi e ammettere le proprie colpe, chiedere scusa a famiglia, amici e promettere a tutti che quel Rambo dell´autostrada verrà perseguito come qualsiasi altro cittadino che commette un omicidio. E invece fino a che non sono sbucati i testimoni, fino a che la palese verità non è venuta fuori, si parlava di omicidio colposo, di colpi sparati in aria, di pistole sgusciate e di chissà quali risse epiche scoppiate a quel maledetto autogrill. Ed infine sarebbe stato normale già alle dieci di mattina che gli organi competenti, come successo nel caso di Raciti, fermassero i campionati. LA MORTE E´ UGUALE PER TUTTI! Tanti disordini che si sono venuti a creare dopo si sarebbero forse alleviati con la pronta sospensione dei campionati e con la pronta ammissione delle colpe da parte della Questura. Al contrario l´atteggiamento ha ancor più innescato la rabbia di chi in Gabriele Sandri, un tifoso che andava alla partita, si identificava. Ci viene da domandarsi se le partite non sono state sospese subito proprio perché agli organi Istituzionali conveniva alimentare questa rivolta per spostare l´attenzione dei mass-media e dell´opinione pubblica ancora una volta verso i temibili ultras e non verso l´uso improprio delle armi da fuoco da parte delle forze dell´ordine. Ma come si fa a cercare di coprire e difendere un uomo che spara ad un altro uomo inerme da cinquanta metri nella testa???
Non sfuggirà che la nostra adesione all´iniziativa nazionale sembra rovesciare una posizione tenuta ormai ferma da molti anni: nessun compromesso né accordo con quelle tifoserie che hanno continuato a girare con lame e in tasca, rivendicando tali comportamenti, o quelle tifoserie che continuano a lucrare sul tifo. Per non parlare delle tifoserie che sono scese a patti con Amato e con le questure tramite l´ultima moda delle autorizzazioni. L´autorizzazione di un gruppo Ultrà! Come gli Indiani con gli americani: pur di non farci sterminare, accettiamo le Riserve.
La nostra presa di posizione, su questo, è sempre stata molto dura: chi chiede autorizzazioni per quello che dovrebbe essere libero, chi dà una coltellata alle spalle e poi scappa via, chi è stipendiato dalle curve o dalle stesse società, per noi NON E´ UN ULTRAS. Sono anche gli stessi comportamenti di questi a dare ad Amato e colleghi il pretesto per uscire dalla costituzionalità con i ben noti decreti.
Curva Nord Maurizio Alberti - Pisa
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COMUNICATO ULTRAS NOVARA 1908
In seguito agli spiacevoli avvenimenti di Arezzo, il gruppo ULTRAS NOVARA 1908 ha partecipato agli incontri con tutte le tifoserie di serie A, B e C, tenutisi a Milano per discutere della situazione attuale che riguarda direttamente tutti i gruppi ULTRAS.
Durante le riunioni si è deciso all´unanimità di non presenziare alla prossima giornata di campionato (che per noi sarebbe la trasferta di domenica 25 novembre per l´incontro Foggia-Novara).
Questo “sciopero” intende protestare contro le dure posizioni e la criminalizzazione indistinta verso il mondo Ultras da parte dei mass-media e delle istituzioni.
ULTRAS NOVARA 1908
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COMMANDO ULTRA´ CURVA SUD 1987 BARLETTA
IL DIRETTIVO CUCS1987 COMUNICA CHE PER GLI EPISODI CHE SI SONO VERIFICATI DOMENICA 11/NOVEMBRE NON ESPORRà IL PROPRIO SIMBOLO NE NELLE PARTITE IN CASA E NE IN QUELLE ESTERNE.
DETTO QUESTO VOGLIAMO DIRE A TUTTI CHE QUESTA NOSTRA DECISIONE è STATA PRESA CON LA MORTE NEL CUORE MA è STATA NECESSARIA PER TANTI MOTIVI CHE VI ELENCHIAMO:
1)E ASSURDO CHE UN RAGAZZO DI 26 ANNI VENGA BARBARAMENTE AMMAZZATO DALLA POLIZIA PER NESSUN MOTIVO.ECCO PERCHè I CAMPIONATI DI TUTTE LE CATEGORIE ANDAVANO FERMATI COME QUANDO è MORTO RACITI "LE MORTI SONO SEMPRE UNA TRAGEDIA DUNQUE UGUALI PER TUTTI"
2)DI CONSEGUENZA SE SONO SUCCESSI INCIDENTI A BERGAMO E TARANTO E IN QUALCHE ALTRO STADIO è PERCHè SIAMO STANCHI DI ESSERE TRATTATI DA CRIMINALI.SIAMO SOLIDALI CON TUTTI GLI ULTRAS D´ITALIA PERCHè LA MORTE DEL NOSTRO FRATELLO GABRIELE ANDAVA RISPETTATA,PERCHè IL NOSTRO MOTTO è "DIVISI DAI COLORI UNITI NEI VALORI"
3)SONO ANNI CHE CON ALTRI GRUPPI DI TUTTA ITALIA STIAMO COMBATTENDO LA REPRESSIONE NEGLI STADI,CHIARAMENTE NN SIAMO SANTI MA NEANCHE CRIMINALI ECCO PERCHè LA NOSTRA SCELTA è UNO STILE DI VITA (ULTRAS) CHE NESSUNO MAI POTRà REPRIMERE.I NOSTRI IDEALI VANNO RISPETTATI SE VERAMENTE VIVIAMO IN UNO STATO DEMOCRATICO E NN DI POLIZIA.
PER DIFENDERE I NOSTRI IDEALI CHE SONO LEGITTIMI 12 ULTRAS DI NOI I PIU GRANDI DEL DIRETTIVO SONO STATI ARRESTATI E DIFFIDATI NELLA MANIERA PIù INGIUSTA E CRIMINALE CHE POSSA ESISTERE.
DETTO QUESTO NOI VOGLIAMO PAGARE PER QUELLO CHE SI Fà;NN PER NN AVER FATTO NIENTE DI QUELLO CHE CI VIENE ATTRIBUITO.
4)PER QUESTI MOTIVI E MOLTI ALTRI(CI VORREBBE UN LIBRO PER ELENCARLI)CI SENTIAMO SOLIDALI CON GLI AMICI BERGAMASCHI E DUNQUE SINO AL 31 MARZO 2008 O FINO A QUANDO NON VERRA RIDATA LA CURVA NORD AI NOSTRI FRATELLI,NON ESPORREMO I NOSTRI SIMBOLI.
FERITI SI
ARRESI MAI
ULTRAS LIBERI
NN CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!!!
IL DIRETTIVO
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Forza Foggia!!!
DEL PIERO re al Bernabeu!!!
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