Catania-Palermo. Curva Nord in silenzio
Dopo il veto per la trasferta di Napoli, nonostante tutti gli attestati di buona condotta, i tifosi dei gruppi di un settore fondamentale annunciano che domenica prossima non tiferanno.
Non chiamiamolo sciopero del tifo, perchè il senso è tutt'altro. Anche definirla una semplice protesta non rende, in fondo. Ci hanno pensato su prima di decidere i tifosi della Curva Nord, quelli che si riconoscono nei principali gruppi organizzati, quelli che, per intenderci, negli ultimi anni hanno trasformato quella che era una curva quasi deserta, non certo trainante, di sicuro poco coreografica, in un'eruzione rossazzurra senza fine.
Alla fine, però, la scelta è arrivata: contro il Palermo, domenica prossima, silenzio. La Nord non canterà. La Nord ci sarà, ma solo col cuore e la mente. Niente spettacolo. Niente cori. Niente entusiasmo. Non è solo, come detto, uno sciopero o una protesta. E' molto di più. E' il risltato delle amare considerazioni fatte da chi in questi anni si è occupato e si è dedicato soltanto al tifo vero, portando avanti quella Mentalità Ultras che ama davvero il calcio, il Catania, l'orgoglio d'appartenenza, l'onore della città e della bandiera. Cose e concetti che, comprensibilmente, possono sfuggire a molti e non essere condivise.
Hanno riflettuto i ragazzi della Nord che hanno preso una decisione certamente sofferta, considerata l'importanza che il derby con il Palermo ha sempre e avrebbe avuto, tanto più, prossimo 2 dicembre, non esistono più i presupposti che hanno alimentato in questo tempo la loro partecipazione, il loro sacrificio, il loro esserci sempre e comunque in casa e in trasferta.
Nonostante il Viminale abbia più volte sottolineato nelle sue note, la buona condotta dei tifosi rossazzurri, è stato detto no alla trasferta di Napoli. Un episodio che può sembrare marginale, ma che ha assunto, ed ha, per i tifosi un forte significato simbolico. C'è di più, ci sono gli ultimi eventi, la tragedia di Arezzo e di Gabbo, gli incidenti successivi, le decisioni del giudice sportivo che hanno avuto dell'incredibile, così come nel recente passato altri provvedimente che non rispondevano ad alcun criterio di coerenza con la misura usata per Catania dopo il 2 febbraio. Una misura giusta, ribadiamo noi, per quel che era accaduto, ma misura che andava ribatida e replicata in molte altre piazze, possibilmente anche da Roma in su.
Tutto questo ha spinto la Nord a ritenere che ci voglia qualcosa in più dìun segnale, qualcosa in più della semplice assenza di bandiere e striscioni, che si ripete dall'inizio dell'anno. Qualcosa di più che faccia riflettere tutti anche sul ruolo positivo, sulla parte condivisa e condivisibile del mondo Ultras catanese. Qualcosa indirizzata anche alla città che in questi mesi non ha voluto fare distinguo tra Ultras e violenti. Non si può oggi chiedere alla Curva, è la conclusione, di essere una curva di servizio, magari ad uso e consumo delle tv, che per i derby prepari cori, coreografie, sostegno e accenda di sana passione, così come è accaduto mille volte, la partita dell'anno. Duneque silenzio, perchè lo sentano tutti.
Andrea Lodato - La Sicilia
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[-18] IN UN MONDO CHE... NON CI VUOLE PIU'... IL MIO CANTO LIBERO... SEI TU!
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