E Celentano urlò: "Ultras, fate la rivoluzione"
Fonte: Il Messaggero
Poco più di un'ora e mezza di canzoni e provocazioni e un appello agli ultrà affinché depongano le armi e divengano motore della "rivoluzione" che deve partire dalla "gente" perché "le votazioni non servono, non cambiano nulla". Tanta musica, come anticipato nei giorni scorsi, e una buona dose di provocazione nel nuovo show di Adriano Celentano La situazione di mia sorella non è buona, che segna il ritorno del Molleggiato in tv a due anni da Rockpolitik. In una forma diversa dai maxishow del passato: niente spazi sconfinati e quinte panoramiche ma effetto-caminetto, uno studio radiofonico e un salotto, poltrone con gli amici. Quelli di sempre, come Mogol e Gianni Bella, che hanno lavorato a Dormi amore. La situazione non è buona, il nuovo album dell'artista uscito in questi giorni. E quelli nuovi, come Carmen Consoli e Ludovico Einaudi, anche loro fra le firme del nuovo disco. E Antonio Cornacchione, Laura Chiatti, Max Pisu.
"Ultrà, fate la rivoluzione". E' la fine, il sermone più consistente. Celentano invoca una "vera rivoluzione", "le votazioni non servono, non cambiano niente se la gente non risorge da dentro". XChiede la svolta agli ultrà: basta andare negli stadi "con spranghe e bastoni a colpire la polizia". Piuttosto, "cambiate il vostro simbolo, togliete l'accento e diventate 'ultra', seppellite gli oggetti di violenza che caratterizzano la vostra identità". Gli "ultra" motori del cambiamento: "Deve partire da voi l'input primitivo. Dal fango nasce il fiore più bello. Se lo farete - continua Celentano - costringerete il potere a piegarsi agli ideali di amore, uguaglianza, bellezza". Agli "ultra" Celentano affida anche la moralizzazione dei costumi: "Obbligherete i politici a non commettere atti impuri".
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Forza Foggia!!!
DEL PIERO re al Bernabeu!!!
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