Intervista di Lavezzi
I tifosi del Napoli neanche conoscevano la sua voce, praticamente. Colpa di quella lite in pieno centro lo scorso mese di ottobre, riportata con particolare enfasi da tutti i quotidiani, locali e nazionali. Un lincaggio mediatico che Ezequiel Lavezzi non ha mai gradito, arrivando a chiudersi in un polemico silenzio per mesi. Fino a questi giorni, forse i più difficili della stagione dei partenopei. El Pocho ha ritrovato la parola, e ai microfoni di Sky ha regalato tanti spunti interessanti.
Te lo aspettavi un inizio così positivo al Napoli? «Io sì perché mi conosco e questa è la cosa più importante per me. Sapevo che la gente non mi conosceva però sono contento di essere qui e a dire la verità penso di non avere dimostrato ancora tutto. Non si è visto tutto di me. Non so che percentuale di Lavezzi si sia vista finora, ma so che devo dimostrare ancora di più».
Alcuni ti criticano perché dicono che sei un “cascatore”? «Io non sono un cascatore, la gente può crederlo ma non è così. A volte, con la mia velocità, può capitare che quando uno mi tocca vada a terra, ma non credo di essere un cascatore».
Tu sei stato acquistato dal Napoli il 5 luglio, lo stesso giorno in cui nel 1984 Maradona fu presentato al San Paolo. Un segno del destino? «Non lo sapevo, me lo hanno detto dopo. Penso che sia stato bello per lui e lo è stato per me. Mi piace la gente di Napoli perché è molto simile alla gente in Argentina. Mi trovo bene anche per questo. A volte è un po’ difficile andare in giro per la città perché qui i tifosi sono molto espansivi ma quando posso vado a mangiare fuori con la mia famiglia. Ti fanno pagare? Sì, un po’ meno, però mi fanno pagare».
Il confronto con Maradona... «Per noi argentini venire a Napoli è diverso perché qui ha giocato Maradona. Ed è anche per questo che sono venuto qui. Io non penso di poter diventare come Maradona perché dico sempre che lui era uno che giocava al calcio e io sono uno che corre dietro alla palla».
Ti sarebbe piaciuto indossare la maglia numero 10 di Diego? Perché hai scelto la numero 7? «La maglia numero 10 non è un problema, la cosa più importante, per me, è stare dentro al campo. Il 7 era l’unico numero disponibile e per questo l’ho preso».
Sul tuo futuro... «Io sto bene qui e voglio rimanere al Napoli ma non dipende solo da me, ma anche dal Napoli».
Ci credi all’obiettivo UEFA? «Dipende solo da noi, se troviamo la regolarità da qui alla fine del campionato, possiamo arrivarci. Io ci credo, ma dipende solo da noi».
Ti piacerebbe partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008 con la nazionale argentina? «Magari, ci sono tanti giocatori buoni, sarebbe bello fare parte del gruppo».
Il rapporto con Sosa... «Lui e la sua famiglia, appena sono arrivato, hanno fatto tante cose per me e per la mia famiglia. Ci hanno aiutato».
Che papà sei? «Sono un papà tranquillo. Molte volte arrivo a casa con fastidio perché magari le cose in campo non sono andate bene però quando guardo in faccia mio figlio vedo in lui la felicità e dimentico tutto».
Intravedi per lui un futuro da calciatore? «Magari, questo dipenderà da lui, ha due anni e mezzo ma gioca già col destro».
Cosa pensi del campionato italiano e quali sono i giocatori che più ti hanno impressionato? «E’ un campionato bello da giocare, mi piace. Ci sono tanti campioni: Totti, Del Piero, Ibrahimovic, Kakà su tutti».
Chi vincerà lo Scudetto? «Non lo so ma credo che l’Inter abbia più possibilità di tutti».
__________________
RICORDO QUAND'ERO FANCIULLO,SOGNANO LA MAGLIA E UN PALLON GUARDANDO LA CURVA CHE CANTA,IO PROVO LA STESSA EMOZION.QUANDO IL NAPOLI E IN CAMPO,FORTISSIMO BATTE IL MIO CUOR,LA VOCE MI TREMA E SON CERTO,CHE IL NAPOLI E' IL MIO UNICO AMOR...OH OH OH OH OH OH OH
Manu1919 TI AMO
|