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Ma chi se ne frega che se la fanno con gli spacciatori !!! L'importante è che non vincono domenica !!!
PS: Cmq da ciò si percepisce la serietà di certa gente che milita nell'Inter !!!
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NON IMPORTA LA CATEGORIA...RESTI SEMPRE LA FIDANZATA MIA ! |
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Comunque SE fosse vero complimenti veramente alla persona mancini, lui è sempre stato pronto a dare del disonesto agli altri e poi secondo questa prima parte di intercettazioni( ce ne sono altre, speriamo che escano)lui consigliava a un latitante di aspettare l'indulto per rientrare.
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Secondo me c'e' qualcosa di vero ! Io non penso ke i giornalai si mettano daccordo x scrivere certe cose ! Ma stiamo scherzando ? Sn cose serie........Fdo' capisco la tua interite,che vai dicendo ke tuttosport e' juventino e il corriere e romanista...La gazzetta e' di milano ricordalo.......Cmq staremo a vedere..Mi sa' ke ci aspetta un'altra estate calda ...Vabbo' vedremo........
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GELESI OVUNQUE AAAAAAAHHH COME GIOCA DEL PIERO
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Raga il prossimo decreto legge varato da Berlusconi sara' l'allargamento delle squadre partecipanti alla Champions League.Invece di 4 saranno 5 le squadre che vi parteciperanno,inoltre i campioni d'italia potranno essere tutti tranne l'INTER.
Angels se c'e' qualcosa di vero sara' che quel personaggio e un pregiudicato,ma questo non implica che pure il Mancio Sinisa e addirittura Javier Zanetti,su dai non scherziamo siano dei drogati. Detto questo se si verra' a scoprire che Mancini e coinvolto sarei ben felice almeno il pres. se lo leva dalle palle,ma penso che l'Inter come societa' non ci vada di mezzo... |
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IL BOSS, LE TELEFONATE E I GIOCATORI DELL'INTER - Corriere della Sera - Intercettate circa 2.000 conversazioni tra Roberto Mancini, il suo vice Sinisa Mihajlovic, Marco Materazzi e altre persone con incarichi nell'Inter e Domenico Brescia, inseguito dalla Dda di Milano perché accusato di essere nel giro della cocaina. Per i carabinieri non ci sarebbe evidenza di responsabilità penali degli interlocutori. Intercettati al telefono col boss. A un passo dalla giornata decisiva per l'assegnazione dello scudetto, l'allenatore dell'Inter e alcuni giocatori nerazzurri scoprono di essere finiti nelle trascrizioni di intercettazioni che fanno parte di una vasta inchiesta per traffico di droga. Tutta colpa delle chiacchiere in libertà con Domenico Brescia, il loro sarto. Un signore di mezza età con precedenti per omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga. Un pregiudicato inseguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano perché accusato di fare parte di un giro di spacciatori di cocaina legati alla 'ndrangheta, eppure con un posto d'onore alla Pinetina e un altro in tribuna vip a San Siro. Un conoscente di mister Mancini e del suo vice Mihajlovic, titolare di un negozio di sartoria a Rovello Porro, nel Comasco, l'uomo che con ago e filo ripara le giacche e le braghe attillate di Mancini e di altri nerazzurri. Almeno così faceva fino a un mese fa, quando la società lo ha allontanato.
L'uomo dei clan È indagando su di lui, Domenico Brescia, 55 anni, natali a Castell'Arquato e mani in pasta con il clan dei boss mafiosi Biagio e Alessandro Crisafulli, che i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Milano sono inciampati sulla compagine nerazzurra. È intercettando Domenico Brescia e il suo socio Daniele Bizzozzero, latitante a Montecarlo poi arrestato a Parigi, che sono finiti nel brogliaccio delle intercettazioni Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic, il capitano Javier Zanetti, ma anche Rocco Di Stasi, impiegato dell'Inter, Alessandro Altobelli, il mitico «Spillo», Fausto Sala, direttore responsabile del centro coordinamento tifosi dell'Internazionale, Fausto Salsano, allenatore in seconda e assistente tecnico, Marco Materazzi, un non meglio identificato giornalista sportivo che si chiama Bruno e Alfredo Granconato, della ditta «Granconato Impianti srl». Le duemila telefonate Da un paio di giorni quasi duemila conversazioni intercorse tra Brescia e Bizzozzero con Mancini e soci, qualcosa come una quindicina di volumi, sono arrivate in Procura a Milano e toccherà ora al sostituto procuratore antimafia Marcello Musso decidere che farne. Per i carabinieri del Ros, che all'inchiesta — fiumi di cocaina e ottanta indagati — lavorano in silenzio da un paio d'anni, le telefonate intercettate sulle utenze dei due pregiudicati non hanno evidenziato alcuna responsabilità penale riferibile agli interlocutori, ma sarà proprio il magistrato a dover stabilire se stralciare le intercettazioni dal fascicolo originario oppure proseguire con altri accertamenti. Con gli interisti, Brescia e Bizzozzero parlerebbero di un po' di tutto. Di donne, di auto, di costosissimi orologi, di biglietti per lo stadio, di telefonini, di calciomercato, di formazione e di scudetto. Siamo nell'ottobre del 2006, l'11, il 18 e il 26, quando mister Mancini viene intercettato al telefono con il latitante Daniele Bizzozzero. «Quando torni?», gli chiede il Mancio. E quello: «Sto aspettando la Cassazione, magari ce la faccio per Natale...». Poi i due parlano di Brescia, al quale, il giorno dopo, il nocchiero dei nerazzurri domanda un aiuto rapido per fare aggiustare la macchina della moglie. Così come gli chiederà due «stampelle» con urgenza. Roba per gli abiti, perché oltre a spacciare cocaina e a concludere affari strani Brescia si occupa davvero di abbigliamento. Il mister al telefono Tra Brescia e mister Mancini i carabinieri registrano la prima telefonata il 15 giugno del 2006, l'ultima è del 19 aprile 2007. In una di queste l'allenatore chiederebbe a Brescia che fine avrebbe mai fatto proprio Bizzozzero. «L'hanno arrestato », gli comunica Brescia, il «Dome, come lo chiamano tutti alla Pinetina. «E come mai? Sempre per quella cosa? Era a Montecarlo poi è andato a Parigi... gielo avevo detto di stare lì ad aspettare l'indulto...». Allora Brescia interrompe Mancini e taglia corto: «Quello è uno stupido». E il Mancio: «Con me si era sempre comportato bene... ma quanto deve scontare? ». Cinque o sei anni, risponde il «Dome». Ma agli atti della Procura è finito anche un mms spedito al mister dei nerazzurri dal solito Brescia. È la foto di una bella donna, amica di Brescia, col seno al vento. Ma il «Dome» si sente spesso con Rocco Di Stasi, il dipendente dell'Inter che si lamenta perché dovrebbe, dato il ruolo, guadagnare molto di più. In una circostanza Brescia e Di Stasi discutono di un sacco che l'interista avrebbe sistemato nell'auto del pregiudicato. «Quella roba lì, guardalo bene, che c'è i brillanti di... lì c'è scritto tremila e cinquanta... duemila e cinque dobbiamo prenderli eh, perché quella non è roba... quella è roba regolare, a posto eh...». E Domenico Brescia, il sarto servizievole indagato per cocaina, risponde: «Sì sì. Tranquillo. Ci penso io».
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Leggendo la formazione sul poster: accosciati... e quando l'abbiamo comprato questo? - Cavaliere Pignatelli (Presidente del Taranto). |
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ULTIMI VELENI SULL'INTER: "INTERCETTAZIONI E SCOMMESSE" - Repubblica - Si parlerebbe anche di scommesse effettuate da alcuni giocatori dell´Inter sulla vittoria dello scudetto 2006/2007 (poi conquistato proprio dai nerazzurri) nelle intercettazioni telefoniche eseguite dai Carabinieri di Trento. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire i contenuti delle conversazioni registrate, ma la vicenda rischia comunque di avvelenare il finale del campionato in corso: domenica si gioca l´ultima giornata, con lo scudetto ancora da assegnare e l´Inter in vantaggio sulla Roma di un solo punto. Non bastavano Manninger e Kharja. Non erano sufficienti il gatto nero di Figo, l´incubo del 5 maggio, lo spettro del braccino e il rumore di fondo delle polemiche. No. Ad avvelenare questa tesissima vigilia nerazzurra ci voleva altro. Qualcosa di imprevedibile. L´ultimo capitolo di questa marcia di avvicinamento alla domenica più importante dell´anno è scritto con il linguaggio confuso e suggestivo delle intercettazioni telefoniche. Da una parte della linea Domenico Brescia, titolare di una sartoria nella zona di Saronno ed ex frequentatore assiduo della Pinetina, indagato dalla procura distrettuale antimafia milanese e dai carabinieri del Ros in una indagine per associazione a delinquere di stampo mafioso in cui, uno dei punti cardine, riguarderebbe il traffico di stupefacenti. Dall´altra, un lungo elenco di giocatori dell´Inter: Materazzi, Ibrahimovic, Zanetti, Mihajlovic e persino l´allenatore, Roberto Mancini. Tanto per evitare equivoci o anche solo dubbi: nessuno degli interisti al momento è indagato e nessuno degli interisti è implicato in alcuna vicenda penalmente rilevante. Detto questo, i contatti ci sono e sono, effettivamente un po´ imbarazzanti.
Quale fosse la natura di questi contatti è presto detto. Domenico Brescia – che già in passato avrebbe avuto guai con la giustizia e che gli stessi vertici dell´Inter avrebbero di recente allontanato dalla Pinetina – attraverso un suo amico e collaboratore con un´attività di import export di automobili, anche lui indagato, era in grado di procurare a prezzi vantaggiosi macchine di lusso e oggetti di valore, come orologi di marca e altri gadget. I giocatori, forse ignorando i dettagli relativi alla fedina penale del soggetto in questione, si avvalevano dei suoi servizi. E, con il tempo, erano diventati anche amici. Tanto che Brescia – storico amico di Spillo Altobelli – fino a qualche tempo fa era, appunto, un frequentatore abituale di Appiano Gentile. E, ovviamente, anche di San Siro. Il problema è che, come spesso capita con le intercettazioni telefoniche, non tutte sono chiare. E così gli inquirenti hanno il dubbio che i rapporti tra gli indagati e gli uomini che domenica a Parma si giocheranno lo scudetto non fossero limitati alla compravendita di oggetti preziosi ma andassero anche al di là. La conversazione forse più imbarazzante, quella il cui contenuto è più difficilmente spiegabile, riguarda l´allenatore Mancini. Che in linea con il collaboratore di Brescia – che si trovava all´estero in una sorta di latitanza, in attesa di una sentenza che avrebbe potuto valergli il carcere – gli chiede se l´indulto, imminente, non avrebbe cancellato tutto. Dimostrando così di essere a conoscenza della situazione. Sempre nel capitolo telefonate imbarazzanti, uno scambio di battute tra uno degli interisti e Brescia sull´esito del campionato 2006/2007. Da quelle parole – non proprio chiare – qualcuno ha inizialmente pensato di poter avviare una indagine sul filone delle calcio-scommesse. Ma per il momento non se ne è fatto nulla.
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Leggendo la formazione sul poster: accosciati... e quando l'abbiamo comprato questo? - Cavaliere Pignatelli (Presidente del Taranto). |
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