PISA. Gli ultrà del Pisa contrattaccano, dopo l’episodio che li ha visti involontari protagonisti allo stadio di Verona dove, diversamente che altrove, è stata imposta dalle forze dell’ordine la rimozione dello striscione che chiedeva «Giustizia per Gabriele», il tifoso laziale morto la settimana prima.
«Come largamente preannunciato - scrivono - siamo entrati mezzora prima dell’inizio partita, abbiamo attaccato uno stendardo “Giustizia per gabriele” e abbiamo incominciato ad intonare i nostri cori. Ad un certo punto abbiamo visto decine di celerini in tenuta anti sommossa sbucare dalle entrate della curva al “grido”: o levate lo stendardo per Gabriele o carichiamo tutta la Curva. In quel momento in curva c’erano anche bambini, donne, anziani... e per evitare un massacro ed evitare di essere strumentalizzati abbiamo levato lo stendardo e siamo usciti dallo stadio».
«Per noi - scrivono - questo fatto è gravissimo, e siamo convinti che se non avessimo levato lo stendardo e la celere avrebbe caricato si sarebbe parlato di tafferugli procurati dagli ultras pisani, di terrorismo e di attacco alle forze dell’ ordine. Per una volta abbiamo preferito andar via piu’tosto che essere strumentalizzati proprio nel giorno del ricordo di Gabriele Sandri, e piuttosto di vedere la testa della gente spaccata per aver commesso “il gravissimo reato” di aver chiesto giustizia per un ragazzo assassinato da un colpo di pistola alla testa. Siamo veramente stanchi di questi soprusi e siamo nauseati da tutta questa ipocrisia. Non bisogna chiedere il permesso a nessuno per chiedere giustizia per un ragazzo morto a 26 anni in quelle tragiche circostanze... Giustizia per Gabriele».
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