INCONTRO a sorpresa ieri pomeriggio fra il presidente Nicola Ferrara e la cordata di imprenditori apuani guidata da Federico Marcellusi e Lino Giovannelli. La trattativa per la cessione della Massese Calcio si è protratta fino a tarda serata ma resta difficile prevederne l’esito visto che una decina di giorni fa le parti si erano già incontrate e quando l’accordo sembrava imminente tutto è saltato. In attesa che la parti riescano a trovare un accordo e a definire i molteplici cavilli, che finora hanno reso impossibile il passaggio di proprietà, molte società hanno già impostato l’ossatura di base delle proprie squadre e stanno già definendo la sede dei ritiri. La Massese, come lo scorso anno, partirà in ritardo. Allo stato attuale i bianconeri non possono effettuare operazioni di mercato, tranne con soggetti svincolati, finché non sarà effettuata la ricapitalizzazione. Questa operazione, se si vuole recuperare parte del tempo perso, dovrà avvenire nei primi giorni della prossima settimana perché dal 9 all’11 luglio a Milano gli operatori si ritroveranno per fare mercato. Un’occasione importante che permetterebbe alla Massese di iniziare a porre delle solide basi su cui costruire la squadra che affronterà il prossimo campionato di Prima Divisione. «Il futuro della Massese è nelle mani di quei signori — ci ha detto l’imprenditore campano Salvatore Righi —. Se Marcellusi e Giovannelli porteranno a termine l’operazione sono pronto ad entrare. Insieme al mio staff, composto da Fabrizio De Poli e Michele Ciccone, cureremo la parte tecnica. La panchina sarà affidata a Giannini». «In quei pochi mesi che siamo rimasti a Massa — ricorda con molto rammarico Righi — abbiamo dimostrato il nostro valore costruendo una squadra altamente competitiva che fino a gennaio, prima di essere smantellata per rimpinguare le casse della società, ha lottato con le prime della classe, stazionando a pochi punti dalla zona play off. Abbiamo dimostrato che con una seria programmazione e tanti giovani è ancora possibile fare calcio ad alti livelli. Per me e i miei collaboratori rientrare sarebbe una rivincita. Mi piacerebbe portare a termine quel magnifico sogno...».
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MASSA NEL CUORE
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