Marinucci regala il derby al Gela
Al quarto tentativo il Gela ottiene la prima vittoria in campionato, per la gioia dei propri sostenitori. Manca ancora il bel gioco, ma il materiale umano a disposizione di Cosco è certamente di livello superiore a quello di Castellucci che ha dovuto fare di necessità virtù senza però cavare il classico ragno dal buco. Vince il Gela, ovvero la squadra che ci ha provato di più. L’Igea – differenza tecnica a parte – è mancata negli uomini e nella convinzione. Non si spiega altrimenti il fatto che il portiere ospite Cecere sia stato nella ripresa uno spettatore non pagante. Dopo due sconfitte consecutive, l’Igea Virtus avrebbe voluto invertire rotta e conquistare il primo successo stagionale. Castellucci, però non poteva contare su Giardina e soprattutto Ricciardo, entrambi infortunati. La formazione dei padroni di casa è quindi obbligata con un classico 4-4-2. Davanti al portiere Di Masi, i difensori Scopellieti, Agius, Alizzi e Panarello, Di Miceli e Crinò sono gli esterni di centrocampo con Matinella e Di Toro in mezzo. In avanti Bongiovanni e La Porta. Reduce da tre pareggi consecutivi, Cosco – privo di Pasquale Esposito, squalificato – ha rinunciato a Pasca, proponendo inizialmente una sorta di 4-1-4-1 con Iannini davanti alla difesa, Espinal, Marinucci, Battisti e Alessandrì a centrocampo con Rodrigo Franciel di punta. La squadra di casa ci prova subito on un diagonale di Crinò. Al 17’ Di Masi manca il pallone in uscita, sugli sviluppi del primo calcio d’angolo, ma l’accorrente Marinucci non ne approfitta e conclude sul fondo di testa, travolgendo e danneggiando d’impeto la rete della porta igeana. Gara sospesa per 4’. Poco dopo la mezzora ci prova Franciel, ma il suo sinistro dal limite viene addomesticato senza problemi da Di Masi. Al 33’ Alessandrì frena a terra dopo un contatto con Scopelliti, l’arbitro Merchiori è vicino e fa proseguire. Igea vicina al gol al 38’ Di Miceli mette al centro dalla destra, Bongiovanni non aggancia , ma sul secondo palo arriva Panarello, la cui conclusione, viene respinta da Cecere, che mette in corner. Al 41’ l’Igea segna con Matinella di testa, ma l’arbitro annulla per una segnalazione di fuorigioco (che le immagini per altro confermano) del collaboratore Ernetti. Le proteste sono vibranti, il presidente dell’Igea, Immacolato Bonina, è una furia e viene allontanato dal campo. Si va al riposo dopo 6’ di recupero e con l’arbitro che non fa calciare un angolo ai padroni di casa. Si ricomincia con Cosco che inserisce Gaeta per il capitano Battisti, disegnando un 4-4-1 che al 13’ viene premiato con il gol-partita: Alessandrì mette al centro un corner, Iannini fa da torre per Marinucci che da due passi deposita il pallone in rete. Al 19’ Fernandez abbraccia un po’ troppo affettuosamente Alizzi in area, sarebbe rigore, ma Merchiori non vede e lascia proseguire. La difesa di casa balla paurosamente, ma gli ospiti non ne approfittano, sparacchiando inutili palloni alle stelle. Castellucci ha poche alternative e gioca prima la carta Cocimano, classe 1990, al posto di un difensore, Scopelliti, e poi quelle di Crimi per Di Toro e Condello per Di Miceli. Ma Cecere non si sporca neanche i guanti. Il Gela fa festa e guarda avanti con maggiore fiducia, l’Igea deve pensare a correre in fretta ai ripari: tre sconfitte consecutive rappresentano più di un campanello d’allarme.
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GELESI OVUNQUE
AAAAAAAHHH COME GIOCA DEL PIERO
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