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Quote:
se continuano cosi' va a farsi fottere tutto il fascino del calcio
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IN TUTTE LE PIAZZE, IN TUTTE LE CURVE, NELL'ITALIA INTERA: NUCLEI SCONVOLTI OVUNQUE |
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Provenza ci prova, a Vibo schiererà un Catanzaro spregiudicato adottando il modulo del 4-3-1-2. E quanto è emerso dalla rifinitura di questa mattina, che ha confermato il recupero di Gimmelli e lo stop di Corapi.
Questa la formazione che dovrebbe partire titolare: Mancinelli tra i pali, difesa a quattro con Ciano, Gimmelli, Di Maio e Tomi, tre a centrocampo Zaminga Berardi e Bruno, coppia di attacco formata da Montella e Iannelli con Caputo alle loro spalle. Provenza conferma di puntare su un gruppo di veterani di questo inizio stagione, avvalendosi del contributo di quegli uomini che fino ad oggi hanno trovato più spazio. Alla fine della rifinitura Provenza si concede ai nostri microfoni. Mi auguro che prima di tutto sia un’appuntamento di sport, in questo campionato è il primo derby che si gioca con la presenza del pubblico di entrambe le tifoserie, mi auguro che in futuro anche gli altri derby calabresi siano con le stesse caratteristiche”. Mister, da quello che abbiamo visto in fase di rifinitura lei va a Vibo per giocarsi la partita, con un modulo spregiudicato ”Noi abbiamo il dovere di raccogliere il massimo da ogni partita, qualche volta possiamo non riuscirci, ma una cosa è certa il nostro impegno non verrà mai meno”. Rispetto a giovedì lei ha variato molto nella formazione che dovrebbe scendere in campo a Vibo sin dal primo minuto, avevamo quindi visto giusto intuendo che la sua era pre-tattica ”Si è sempre convenuti su una cosa, che il Catanzaro di questa stagione ha in se la praticità di poter ricorrere a diversi schieramenti tattici e durante la stagione cerchiamo di diversificare un po’, senza comunque stravolgerli.” >Un’ultima domanda, questo nuovo modulo è stato sicuramente influenzato dalle assenze di Corapi ed Armenise, ha ripiegato su un 4-3-1-2 adattandolo alle caratteristiche dell’avversario? ”Assolutamente no, noi facciamo la nostra partita utilizzando uomini e schieramenti a seconda delle nostre necessità, e poi chiaro che comunque chi va in campo avrà indicazioni ben precise anche sull’atteggiamento tattico degli avversari |
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Ciano e due volte Montella stendono la Vibonese
Dopo la “Notte Piccante” possiamo tranquillamente dire che oggi i tifosi giallorossi presenti in circa 600-700 unità (c'era di nuovo l'imprenditore Floriano Noto) sugli spalti hanno passato un “Pomeriggio Piccante”. Negli ultimi 35 anni per tre volte il Catanzaro aveva vinto per 0 3 in trasferta. Nella stagione di C1 86 - 87 (C1) tre goal di Palanca espugnarono Licata, poi nella stagione 93-94 Cerveteri 0 Catanzaro 3 (C2), a segno andarono due volte Marzi e Lomonaco. Lo 0 – 3 della stagione di Serie B 72-73, quando le aquile guidate da Renato Lucchi espugnarono lo stadio di Taranto per tre reti a zero, ha delle strane analogie con quello di oggi; Carlo Petrini che era il centravanti segnò una doppietta, come oggi ha fatto Montella, Ferrari che era il terzino destro segnò pure, così come oggi ha fatto Ciano. Mettiamo adesso da parte i ricordi e veniamo alla partita di oggi. A Vibo sembrava di giocare in casa, il settore ospiti e le tribune erano affollate da tifosi giallorossi e sui circa mille presenti, almeno 700 provenivano dal capuologo. I cugini vibonesi come al solito hanno dimostrato di essere ospitali e cordiali e le parole di benvenuto da parte dello speaker hanno fatto si che le due tifoserie si scambiassero cori di sostegno reciproco. Veniamo ora alla partita. Il Catanzaro si disponeva con la formazione annunciata e Provenza schierava un centrocampo a rombo con Berardi arretrato, Zaminga spostato sul centro destra e Bruno sul centro sinistra, Caputo giocava fra le linee a supporto dei due attaccanti Iannelli e Montella. La partita all'inizio si giocava soprattutto a centrocampo e il Catanzaro soffriva leggermente in quanto i rossoblu avevano un uomo in più nel mezzo e Berardi e Bruno che sono calciatori tecnici e dai piedi buoni, soffrivano la verve dei centrocampisti vibonesi. La squadra del Presidente Gurzillo pur mantenendo nei primi venti minuti un leggero predominio territoriale non riusciva ad impensierire la difesa giallorossa che soffriva solamente sulle palle alte e fino a quando Gimmelli non prendeva le misure sull'ariete Mastrolilli. Man mano che passavano i minuti il Catanzaro alzava i ritmi e veniva fuori il suo tasso tecnico superiore, ma anche una splendida condzione atletica, Zaminga, un vero gladiatore iniziava ad allargarsi di più a destra, la stessa cosa faceva Bruno dalla parte opposta e Berardi cominciava a prendere in mano sempre di più le redini del gioco. Montella, su un delizioso assist di Caputo sciupava un goal fatto, la stessa cosa faceva Caputo ad inizio ripresa su passaggio di Montella. Ma ormai il Catanzaro era padrone del campo e Iannelli, grande prova la sua, da vero lottatore (ha sfiancato i difensori avversari), collezionava una sponda per Ciano che di piatto batteva Amabile. Il Catanzaro non arretrava e continuava a giocare a calcio e come logica vuole arrivava il raddoppio di Montella che si faceva perdonare l'errore del primo tempo, dribbling secco sull'avversario e gran botta, goal da giocatore vero. La terza rete di Montella è grazie a una grande azione di Bruno sulla sinistra che saltava come birilli due avversari e da terra serviva l'ex messinese che dopo un rimpallo favorevole di sinistro insaccava. Due parole dobbiamo dirle su Provenza. Quando si vince di solito si ha sempre ragione, ma vedere giocare il Catanzaro con un modulo così spregiudicato è sintomo di grande personalità. La squadra ha giocatori tecnici, e modulo a prescindere, io questi li mando in campo, credo sia questo il pensiero del mister e oggi i fatti gli hanno dato ragione. Concludendo si può dire che questa vittoria è importantissima, ora scenderà al Ceravolo il fanalino di coda Igea Virtus, occhi aperti e meno “wawe” e ricordatevi che in questi campionati la matricola che parte forte c'è sempre, l'anno scorso avevamo il Pescina. Il Catanzaro deve fare corsa su se stesso se vuole ritornare grande, perchè tecnicamente i mezzi ce li ha. |
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