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Originariamente inviata da Mr.Granata
insomma,che vinca il migliore allora!
dai a parte gli scherzi se volete tenere aggiornato situazione in casa teramana,con novità sulla squadra fate solo piacere. 
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TERAMO - «Ed ora battiamo la Reggiana». Lo afferma, con grande decisione, il bomber del Teramo, Tommaso Marolda, che ha sbloccato il risultato a Prato (secondo gol personale). Lassù in Toscana il Teramo ha saputo interrompere l'emorragia di sconfitte esterne che si trascinava dall'ultima giornata del campionato scorso, play-out compresi, riuscendo a cogliere il terzo pari consecutivo. Segnali positivi anche se in classifica non è che sia mutata di molto la posizione del diavolo. In ogni caso il punto di Prato va interpretato bene aspettando l'arrivo della capolista Reggiana domenica al Comunale. E nella Reggiana c'è un altro bomber, Matteo Pelatti (tre reti al suo palmares personale), che ha saputo timbrare un successo che passa in bacheca: in 88 anni di storia, infatti, la Reggiana non aveva mai conquistato 16 punti su 18 nelle sei partite iniziali della stagione. Record di buonissimo auspicio, che si riverbera nella prima, autentica, fuga del campionato. Per il Teramo un altro test dal quale si ci attende di rivedere all'opera una squadra che abbia fatto tesoro di quanto avrebbe dovuto fare e non ha fatto in queste prime sei tappe. «Stiamo crescendo -ha continuato Marolda- anche se non abbiamo avuto dalla nostra la fortuna e spesso ci siamo andati a complicare le cose da soli. Non abbiamo nemmeno raccolto per quanto abbiamo seminato. Io credo che la nostra classifica sia bugiarda nel senso che ci mancano punti pesanti che abbiamo gettato strada facendo». Un Teramo che deve anche essere bravo nel rimettere a posto la classifica. Che appare divisa in due tronconi: nel primo quelle squadre che già hanno dato la propria impronta al campionato, nel secondo quelle che dovranno sudarsi la permanenza in C2. «Dobbiamo essere più decisi -ha detto ancora Marolda- quando ci capita l'occasione di andare in gol, e saper chiudere la contesa quando ricorrono le giuste occasioni. Credo che abbiamo commesso dei peccati, ma secondo me si tratta di errori di gioventù. Sui quali meditiamo cercando di non commetterli più. Dobbiamo credere maggiormente nelle nostre possibilità, nella nostra forza visto che anche quando non abbiamo vinto comunque l'avversario l'abbiamo saputo mettere spesso in imbarazzo». E domenica capita al Comunale proprio l'occasione di rivedere all'opera Marolda contro Pelatti per la serie "attenti a quei due".
ilmessaggero.it