Rassegna Stampa
dal Corriere Adriatico:
Game over per Mais e spunta l’ombra del fallimento ingrandisci carattere
Game over. La buona volontà non è bastata a Mais per dare un futuro all’Ancona, ormai fuori dal calcio. Il presidente le ha provate tutte pur di iscrivere la squadra alla D. Ma è riuscito a raccogliere meno di duecentomila euro contro i 349mila necessari. Alla scadenza dei termini la Lega Dilettanti ha preso atto della mancata presentazione della domanda. Mais, tuttavia, non si arrende. “Domani (oggi, ndr) incontro degli imprenditori di Bologna e, sperando che ci siano novità positive, lunedì iscriverò la squadra alla D”. Quand’anche il presidente riuscisse a trovare i fondi, sarebbe troppo tardi. Il presidente del Comitato Regionale, Cellini, sostiene che “le iscrizioni hanno un termine perentorio e per il ripescaggio in D la scadenza era alle ore 19 del 6 agosto”. Concetto confermato anche dalla Figc. Secondo l’avvocato Calcagno, membro del Consiglio Federale, la scadenza di ieri era tassativa. Non la pensa così Mais: “La perentorietà della scadenza è da verificare. Io lunedì punto a perfezionare l’iscrizione. Non sarà semplice riuscire a trovare i soldi, ma ci proverò. Non mollo. Lotterò con tutte le mie forze, anche se a portare avanti questa battaglia sono rimasto da solo”. L’Ancona non rinuncerà al ricorso al Consiglio di Stato contro l’esclusione dalla B: l’udienza verrà discussa il 30 o il 31 agosto. La novità è che Mais ha abbandonato l’idea di iscrivere la squadra alla Terza Categoria. “Mi rifiuto di farlo, l’ho detto anche agli azionisti”. Dunque, o la serie D o il nulla. Ma il presidente esclude che metterà in liquidazione il club. “L’Ac Ancona è nel pieno esercizio della sua vigenza giuridica: non ha perso il titolo sportivo né l’affiliazione”, la cui revoca non è immediata: i tempi sono lunghi (anche un anno) e fino a quel momento il marchio resterà di proprietà dell’Ancona. Ma la strada è segnata: lunedì i giocatori verranno svincolati d’ufficio e la Figc sta promuovendo un’azione legale per bloccare i crediti in Lega, vincolandoli al pagamento degli stipendi arretrati (un milione e mezzo per aprile-giugno 2010). Se il credito non sarà sufficiente, la Figc presenterà un’istanza di fallimento contro l’Ancona.
s.r.,
Dal Messaggero:
Persa anche la D, l’Ac Ancona chiude Mais no: «Magari lunedì i soldi li trovo...»
ANCONA - Adesso è ufficiale: l’Ac Ancona chiude i battenti. L’estremo tentativo di Flavio Mais di iscrivere la squadra al campionato di serie D è fallito e ieri alle 19, con lo scadere del termine, è finita anche la storia del club di Villa e Petocchi. L’unico a non arrendersi, anche contro l’evidenza dei fatti, e proprio Flavio Mais. Lui va avanti e continua a cercare i soldi che mancano: «Non ci siamo iscritti è vero, ma non mi risulta che il termine delle 19 del 6 agosto fosse perentorio. Ho contattato i funzionari della Lega nazionale dilettanti e nessuno ha saputo darmi una risposta definitiva. Quindi vado avanti». Oggi Mais ha un appuntamento con alcuni imprenditori bolognesi nei quali ripone molta fiducia. «Sarà un altro weekend di lavoro. Ho in programma un incontro con il titolare di un’impresa di Bologna con il quale ho rapporti ottimi. Sembra interessato a darci una mano, se riuscissi ad ottenere i soldi che mancano per i pagamenti richiesti lunedì sarò a Roma per completare la nostra iscrizione alla serie D. Sono fermo a 200 mila euro, ne servono altri 150 mila».
Sembra però un tentativo velleitario quello di Mais, visto che dagli uffici della Figc ieri sera è arrivata la conferma che il termine delle 19 di ieri sera era perentorio. E’ infatti la Federazione ad avere la competenza per decidere quali sono le società aventi diritto a partecipare ai vari campionati. La Lega nazionale dilettanti si limita a recepire la comunicazione della Figc con l’elenco delle società da inserire nei vari gironi della serie D. Martedì prossimo dovrebbero essere pubblicati i calendari e l’Ancona, a meno di clamorosi colpi di scena, non ci sarà. Ieri a Roma Mais ha incontrato l’avvocato Armando Taglieri al quale ha conferito l’incarico di impugnare la sentenza negativa emessa dal Tar del Lazio il 3 agosto scorso.
«Ricorreremo al Consiglio di Stato, si tratta di una questione di principio. Ritengo che vi siano tutti i presupposti per ribaltare la decisione del Tar». Abbandonata invece l’ipotesi di iscrivere l’Ac Ancona alla Terza categoria per salvare l’affiliazione e il titolo sportivo: «La Terza categoria non mi interessa, per quanto mi riguarda non firmerò mai la domanda di iscrizione ad un campionato di questo tipo».
Non partecipando ad alcun campionato l’Ac Ancona perderebbe titolo sportivo ed affiliazione, ma per la revoca sono previsti tempi lunghi. Potrebbe passare anche un anno prima che la Figc notifichi il provvedimento alla società.
Resterebbe l’ipotesi di una fusione o incorporazione con il Piano San Lazzaro che lo stesso Mais aveva adombrato. Andrea Marinelli ha già fatto sapere che il nome Ac Ancona lo rileverebbe solo a costo zero. Sul tema ieri Mais ha fatto un passo indietro: «Ho telefonato a Marinelli solo a titolo di amicizia, senza nessun altro intento se non quello di ribadire che non mi sento in concorrenza con lui. Ogni altro discorso è prematuro».
Fe.Vi.



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