viciè... ancora ti indigni???
Gli audio tra arbitri e dirigenti che sono tuttora ai vertici della Figc e dell'Aia o che scendono ancora in campo a dirigere partite di serie A; uno stralcio della "cupola" di ieri che getta nuova luce sui protagonisti del pallone di oggi.
- Il capoufficio stampa della Figc Antonello Valentini telefona a Luciano Moggi per chiedergli dei biglietti omaggio per una partita. La chiacchierata poi scivola sul procuratore della Federcalcio Emidio Frascione, che ha preso troppo sul serio il suo lavoro. Moggi dice che «è matto, va rinchiuso in manicomio», Valentini lo definisce un «D'Artagnan dei miei coglioni», «un nemico in casa», un «pazzo giustizialista». E aggiunge che «bisogna mettere della gente funzionale al sistema», il procuratore «deve capire che è uno di noi funzionale al sistema», «non bisogna mettere gente che va per i cazzi suoi». Infine spiega che «la nostra è una giustizia sui generis» e che bisogna farlo capire al procuratore perché altrimenti «ci buttiamo la merda in faccia da soli». Valentini non solo continua a svolgere le funzioni di capoufficio stampa, ma è di fatto il braccio destro del presidente della Figc appena rieletto, Giancarlo Abe.
- L'allora vicepresidente Figc Mazzini chiama l'allora designatore degli arbitri Bergamo dopo una partita persa dalla Fiorentina e arbitrata da Rosetti. Mazzini esordisce spiegando a Bergamo che ha ricevuto una telefonata dal sindaco di Firenze Dominici, che voleva fare una manifestazione davanti alla Figc per contestare l'arbitraggio di Rosetti. Ed è appunto sull'arbitro torinese che verte la telefonata: il giorno prima non ha visto, in buona fede, un fallo di mano su un gol della Lazio, che così ha potuto pareggiare. Bergamo è arrabbiato perché le cose non sono andate come dovevano andare: ''Era tutto sistemato, non sistemato, pilotato, pilotato''. Ma soprattutto, riferendosi a Rosetti, dice ''Era quello che l'altr'anno era stato decisivo per il passaggio, figurati''. Si riferisce al passaggio dei viola dalla B alla A, avvenuto l'anno prima, e in particolare allo spareggio con il Perugia: nella decisiva partita di ritorno, arbitrata da Rosetti, due rigori negati dal fischietto torinese avevano consentito alla Fiorentina la promozione in A.''
Rosetti è stato promosso l'annno scorso "rappresentante degli arbitri in attività" e oggi il designatore Collina gli affida le partite più importanti di serie A.
- Nella prima telefonata l'allora consulente del Milan Meani parla con Pierluigi Collina, dopo un Siena- Milan diretto dall'arbitro di Viareggio. Meani gli dice «oh ieri mi ha chiesto ancora di te» e si riferisce a Galliani. Collina gli spiega che il giorno prima «voleva far quattro chiacchiere» appunto con Galliani, ma ha rinunciato perché «il luogo non era ideale», c'era troppa gente. Allora Meani gli propone di venire a Milano e a collina sembra una buona idea. Meani gli propone un incontro a casa Galliani, ma Collina non è d'accordo. «Sia io che lui siamo ben riconoscibili, non vorrei che qualcuno vedesse», e contropropone di fare l'incontro nel ristorante dello stesso Meani, nella sera di chiusura, accedendo direttamente dal parcheggio in modo da non essere visto. La chiamata termina con Collina che s'impegna achiamare Galliani per combinare. Nella seconda telefonata Collina chiama Meani e si complimenta con lui: «Hai una certa potenza!». Si riferisce al fatto che il consulente del Milan è riuscito a farsi dare un arbitro amico per la partita successiva. Insomma Collina, invece di indignarsi per una designazione pilotata, ci ride su e fa i complimenti a chi appunto l'ha pilotata. Poi si riprende a parlare del possibile incontro tra Collina e Galliani ("Brontolo", nel soprannome con cui lo indica Meani). Collina dice di aver provato a chiamarlo, ma ha trovato il cellulare staccato, e di non aver voluto passare attraverso il centralino perchè così poteva essere riconosciuto.
L'allora arbitro che architettava per incontrare segretamente il massimo dirigente del Milan eche rideva per i sorteggi pilotati, è stato promosso ed è attualmente il designatore di tutti gli arbitri di serie A e B
- L'allora presidente degli arbitri Tullio Lanese parla con giornalista della "Gazzetta" Antonello Capone. «Quest'ultimo dice «Hai visto che il killer ha colpito a Verona?». Si riferisce all'arbitro Dondarini, che aveva appena arbitrato un Chievo-Fiorentina, match decisivo per la salvezza. Ha vinto la Fiorentina 2 a 1 e Dondarini e i veneti erano furibondi per una serie di episodi in cui sarebbe stata avvantaggiata la squadra viola (soprattutto un rigore negato al Chievo). Lanese commenta: «Si sì, era normale, te l'avevo detto io, no? Il risultato ti dimostra che non c'era dubbio». E al giornalista che ipotizza «gli avranno mandato dei segnali», il capo degli arbitri risponde. «Ormai non si mandano i segnali, loro telefonano prima delle gare».
Dondarini, sotto processo a Napoli per frode sportiva, è tornato ad arbitrare in Serie A ed è una delle prime scelte di Collina
per ascoltare gli audio :
Le intercettazioni tra arbitri e dirigenti | L'espresso
...per una notte di vino, pagherei 100 giorni di aceto...
viciè... ancora ti indigni???
... sta mano pò esse fero e po esse piuma ...
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