Despar, raggiunta l’intesa
Concluso l’accordo, ormai quasi insperato, per il fitto d’azienda di Cavamarket e Gds da parte della “2C Spa” degli imprenditori casertani Rosario Caputo e Carlo Catone. Riaprono subito 37 punti vendita, lavoro immediato per 607 dipendenti, cassa integrazione per altri 87. Soddisfatti i sindacati. Oggi la prima udienza al Tribunale Fallimentare…
Quando tutto lasciava presagire il peggio, ha trovato una conclusione positiva la negoziazione per il fitto di Cavamarket e Gds, rami della Holding Della Monica, da parte di Rosario Caputo e Carlo Catone.
Dopo che gli imprenditori casertani ed il patron Antonio Della Monica avevano abbandonato il tavolo delle trattative nella riunione di venerdì scorso presso Confidustria Salerno, erano in pochi a credere in una soluzione immediata e soprattutto favorevole della trattativa. A smentire tutti è intervenuta l’intesa raggiunta nella tarda serata di sabato, quando anche gli organi sindacali hanno espresso il loro parere positivo.
Riapriranno 37 punti vendita e torneranno subito al lavoro 607 dipendenti. Per questi scatterà l’anticipazione del 50% della retribuzione ordinaria, mentre sarà loro fatta firmare una liberatoria per le spettanze maturate e per il Tfr, che resteranno a carico della vecchia proprietà. Per gli altri 87 dipendenti il ritorno all’attività lavorativa sarà condizionato dall’incremento delle vendite e dal fatturato. Questi i dettagli dell’accordo raggiunto.
“E’ stata una contrattazione impegnativa, che però ha consentito di ridare subito un reddito ed una prospettiva lavorativa a più di 600 persone”, ha commentato Franco Tavella, segretario provinciale della Cgil. Raggiante anche Antonio De Michelo della Cisl: “E’ un accordo soddisfacente, ma il nostro lavoro continuerà per quanto riguarda la soluzione delle problematiche irrisolte relative ai lavoratori dei settori trasporti, logistica ed amministrativo”.
Proprio questo è stato, infatti, il punto di "quasi rottura" delle trattative nei giorni scorsi. Per il personale della “T.O Srl” e de “La Chaine Logistique Srl” non c’è stato nulla da fare e non a caso si sono verificati attimi di tensione fuori dalla Confindustria, dove intanto si erano radunati. Un rammarico che si è cercato di ridurre con il ricorso alla cassa integrazione.
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