Ennesimo scempio "legale"
Milan e Inter, il falso c'è. Ma non è più un reato...
Niente rinvio a giudizio per le plusvalenze fittizie tra il 2003 e il 2004.
zoom - galleria Il Milan, il suo amministratore delegato Adriano Galliani, l’Inter e i suoi dirigenti Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro, non saranno rinviati a giudizio per le presunte plusvalenze fittizie contenute nei bilanci 2003 e 2004. Lo ha deciso il gup di Milano, Paolo Di Lorenzo.
Con motivazioni differenti. Ma il senso è: il falso in bilancio non più un reato. Spieghiamo. Il gup si è dovuto attenere alla legge 231, che ha stabilito limiti ben più ferrei del passato, affinché il falso in bilancio sia reato. Tanto che sia le società, sia i tre amministratori, si sono salvati per questo. E per l’intervento della prescrizione: «In relazione alle imputazioni concernenti il bilancio al 30 giugno 2003, l’azione penale non poteva essere esercitata per essere reato presupposto anteriormente prescritto. Per quelle successive, per quelle concernenti i bilanci al 31/1/2003 e al 31/12/2004, perchè il fatto non costituisce reato».
L’avvocato Mario Stagliano, ex vice capo dell’Ufficio Indagini della Figc, spiega come stanno davvero le cose: «A parte che ho sempre sostenuto un difetto di procedibilità nel giudizio, perché nel caso delle "Spa" non quotate devono essere gli azionisti a proporre querela, da qua a dire che i bilanci di Milan e Inter fossero in regola, ce ne passa...». In che senso? «Prima che qualcuno intervenisse, il falso in bilancio era reato sempre e comunque. Perché si fornisce agli altri una rappresentazione dei fatti non rispondente al vero».
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 ... sta mano pò esse fero e po esse piuma ...
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