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Il calcio delle bandiere credo, senza far facile demagogia, sia finito da un pezzo.
Istituti di credito e finanziari in ogni settore la fanno da padrone, ed il calcio, che è lo sport più seguito, ormai è anch'esso inghiottito nella logica del business. Non resto per nulla sbigottito o sorpreso davanti alle notizie su riportate... ahimè
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... sta mano pò esse fero e po esse piuma ...
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Mi ricorda un pò la vicenda Alitalia-Air France...
Se ci sono i capitali, se il denaro è PULITO (i russi non mi convincono) se ci sono programmi seri e le aziende italiane non sono in grado di portare avanti i progetti meglio lasciare spazio a chi può dare continuità. Mi rendo conto che è poco romantico, ma se ai nostri imprenditori non interessa o non sono in grado di far sopravvivere le nostre squadre non vedo grosse alternative. Chiaro che non voglio avvoltoi alla Abramovich, che arrivano, spendono e spandono e se ne vanno. |
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Caro Generale Lee,
Ormai il calcio è questo, anzi lo è da tempo. E non è un fattore attribuibile esclusivamente ai magnati, o alle televisioni. La crescita esponenziale della "richiesta" di calcio, da parte degli sportivi, ha fatto si che in pochi anni, quelo che era considerato lo sport, si Nazionale, ma praticabile all'Oratorio, divenisse un qualcosa da gestire e spremere, alla stessa stregua di un qualsiasi altro prodotto di mercato. Ecco quindi che si passa dalle normali maglie da gioco, a quelle supersponsorizzate e altamente personalizzate. Dal tanto amato (ma solo) 90° minuto a trasmissioni no stop per l'intera giornata, con telecamere piazzate ovunque. Dalla "Sacralità" della partita domenicale, allo spezzatino degli anticipi e postici. Insomma, una serie di iniziative ed investimenti che hanno portato il nostro amato calcio a questa sorta di business to business. Di tutto questo, la cosa che più mi addolora è che sono riusciti a togliere i ragazzini dalle strade. Sino a qualche tempo fa (molto tempo fa purtroppo) ogni piazza del paese era teatro gioioso di ragazzi che inseguivano una palla, dove la porta era caratterizzata da una serranda di un garage, piuttosto che da due giubotti poggiati a terra. Oggi quei ragazzi non ci sono più. E' vero, ora ci sono le console, i Pc, i nostri ragazzi preferiscono il ludico piuttosto che all'aria aperta. Ma quando si dedicano al calcio, lo fanno non più con la gioia di correre dietro ad una palla, ma bensì in centri sportivi super-attrezzati, con abbigliamento firmato, e con l'unico scopo di dover giocare ad ogni costo in serie A. Giusta l'aspirazione, ma la cosa più grave è che i primi a volere una cosa del genere sono i propri genitori. Quei genitori, anche loro cambiati nel tempo, che al massimo, a quelli della mia generazione, compravano un "Super-Santos" ogni tanto. E che oggi invece invadono le tribune dei campi, inveendo contro gli allenatori, se il proprio figlio resta in panchina. Stfano Cordeschi |
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credo che in italia con un'eventuale cambiamento dlla situazione tifo, ci potremo avviare verso quello che succede in altri paesi. squadre in mano a potenti aziende, stadi finanziati, stelle che giocano per gli sponsor e tuor turistici negli stadi durante le partite.
Cosa che a mio avviso fa abbastanza schifo, per siamo italiani, e possiamo trarre vantaggio da questa situazione. basta darsi un limite. "usare" i soldi dei ricchi azionisti per migliorare la squadra, migliorare le infrastrutture, ma cercare di mantenere una prorpia identità. Se poi naturalmente si cede ai sonanti soldoni che arriveranno anche nelle curve ( come hanno fatto i tifosi del machester ) allora saremo sconfitti
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SALVATELO VI PREGO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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rassegna stampa:
Bocca cucita per Soros, che preferisce glissare sulla Roma: "No comment, me ne vado" Da tempo si parla di un suo interessamento per la società giallorossa. Il magnate americano George Soros, che è in Europa per presentare il suo nuovo libro su mercati e finanza, incontrando i giornalisti a Bruxelles è stato bersagliato dalle domande sul suo possibile acquisto della Roma. Ma il miliardario statunitense ha preferito glissare sulla questione, rispondendo con un laconico: "No comment, è meglio che me ne vada". Dunque nessuna novità a proposito di una presunta cessione dell'As Roma da parte dei Sensi verso un'ipotetica cordata americana guidata proprio da Soros. Le sue poche parole lasciano aperti molti enigmi: i Sensi non vogliono vendere e si chiude così la questione, oppure la trattativa è a buon punto e allora... meglio tenere le bocche cucite onde evitare pericolose speculazioni. da goal.com
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Roma, arrivano gli uomini di Soros (Il Romanista)
Horowitz e Hall piombano nella Capitale per chiudere l’operazione. Alla Famiglia Sensi sarebbero destinati 210 milioni. Difficile immaginare che possano ritornare negli Stati Uniti senza avere una risposta definitiva, in un senso o nell’altro. Gli americani sono arrivati a Roma mercoledì per comprare l’As Roma. Si chiamano Steven Horowitz e Phill Hall, sono i rappresentanti dell’Inner Circle Sports, il fondo d’investimento che ha messo in piedi l’operazione. Fu proprio Horowitz, prima di Pasqua, a comunicare a Rosella il nome dell’investitore, quello di George Soros. Se Inner Circle viene a Roma a incontrare il legale vicino ai Sensi, Gian Roberto De Giovanni, è perché vuole chiudere quella che tecnicamente non si può ancora definire come trattativa: non c’è ancora un’offerta formale, e quindi, da questo punto di vista, non ci può essere nessuna distanza fra domanda e offerta. Si è sempre parlato di cifre che vanno dai 200 ai 300 milioni di euro. Un accordo di massima sul prezzo era stato trovato con De Giovanni già prima di Pasqua, per circa 210 milioni: quella la cifra destinata alla Famiglia Sensi che, attraverso il gruppo ItalPetroli, detiene attorno al 66% delle azioni. Per quanto costa il 100% basta fare il calcolo. Soros è risoluto, ha aspettato fino ad ora, non ha dato nessun ultimatum, ma non può attendere in eterno.
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Nuovi rumors sulla cessione della Roma: «Sono in arrivo investitori importanti»
Sempre possibili novità sul fronte societario. Tornano i rumors intorno alla società Roma. Stavolta la miccia, si fa per dire, l’ha riaccesa un lancio dell’agenzia Asca che, nel pomeriggio di ieri, ha anticipato novità molto importanti nel prossimo, molto prossimo, futuro nella proprietà della Roma. «Secondo quanto si apprende in ambienti finanziari, sarebbero previsti futuri grandi accordi per rilanciare la Roma» cosa che dovrebbe avvenire comunque «prima delle vacanze»: ovvero questione di giorni, massimo settimane. Ci risiamo, allora? Dopo il tormentone Soros concluso con l’addio al progetto Roma del magnate americano, siamo alla vigilia di una vicenda a stelle e strisce? Secondo qualcuno, infatti, i nuovi investitori (fondi d’investimento?) sarebbero ancora americani e nulla avrebbero a che fare con la Inner Circle Sports che aveva portato avanti la trattativa per Soros. Sempre secondo queste voci, l’ingresso di questi nuovi investitori, avverrebbe in tempi brevi e, inizialmente, al fianco della famiglia Sensi rendendo però subito più competitiva la Roma per quel che riguarda l’aspetto economico. da corriere dello sport non capisco perchè con la Roma si stia facendo questo tipo di informazione. si sta spingendo verso una direzione,secondo me. è più che chiaro che un investitore,per essere invogliato e, guardando al "modello inglese", vuole delle sicurezze che in Italia non avrà mai. Penso che sia lampante che la Roma rappresenti un bel boccone. Chi al mondo non conosce questo nome? che impatto potrebbe avere in un eventuale promozione merchandising? se fate un confronto MANCHESTER - ROMA ,vince quest'ultima 10 a 0! poi arrivano i problemi: in Italia si darà mai il permesso per gli stadi di proprietà? si avvierà mai una legislazione seria per combattere violenza, bagarinaggio,regolare introiti TV,intrallazzi vari con Lega,tra società per le plusvalenze,etc,etc,etc?!?! Solo per questo credo che tutte le voci che riguardano eventuali acquisti stranieri siano sempre infondate. |
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