Calcio Violento: Tifosi Napoli Arrestati Per Estorsione
NAPOLI - Svolta clamorosa nelle indagini sull'esplosione di petardi all'interno dello stadio San Paolo durante la partita Napoli-Frosinone del 2 dicembre dello scorso anno. La Digos del capoluogo partenopeo ha eseguito questa mattina cinque arresti su ordine del Tribunale di Napoli. In manette cinque persone con le accuse di estorsione e tentata estorsione; per alcuni degli arrestati si configura anche il reato di associazione per delinquere. Arrestati anche due noti capi della tifoseria della curva B, Alberto Mattera e Vincenzo Busiello.
Secondo i magistrati napoletani, i petardi scoppiati ripetutamente in campo durante il match con i ciociari erano il frutto di un'azione organizzata. La partita fu anche sospesa dall'arbitro Orsato di Schio e si concluse solo grazie all'intervento del presidente Aurelio De Laurentiis, sceso in campo con il digì Marino per convincere l'arbitro. Il Napoli si vide squalificare il campo per un turno. Dal giorno successivo partirono le indagini sullo specifico episodio e in Questura fu creata una task force per identificare i responsabili. Attraverso i lanciatori di petardi sarebbero stati individuati tutti gli autori dell'azione organizzata. Nei fatti inseriti dai giudici nell'ordine di arrestato figurerebbe anche un incendio appiccato alla Tribuna stampa dello stadio San Paolo.
Arresto tifosi, Procura: "Continue richieste di biglietti a Marino"
Sarebbero stati i biglietti per le partite interne del Napoli l'oggetto delle controversie tra i tifosi arrestati stamattina dalla Digos e il club partenopeo. Negli ordini di arresto, firmati dai magistrati della Procura di Napoli, si parla di "continua e vessante richiesta di biglietti alla società, anche da avviare al mercato del bagarinaggio". Secondo la tesi dei giudici, allo scopo di convincere il digì Pierpaolo Marino a cedere i tagliandi, gli estortori non si erano fatti scrupoli. Nel mirino dei magistrati anche una telefonata piena di gravissime minacce. Tra le persone coinvolte i capi del gruppo Ultras72 e dei Blue Tiger, da qualche anno passati dalla Curva A ai Distinti. E proprio dai Distinti sono giunti i maggiori guai, sul piano della Giustizia sportiva, per il Calcio Napoli. L'ultimo episodio è quello della bottiglietta lanciata durante la partita con il Livorno, quella che ha provocato la squalifica del San Paolo. Sarebbe stato questo episodio a spingere i magistrati ad ordinare gli arresti. Ma l'inchiesta era partita già due anni fa ed aveva vissuto il suo momento-chiave nel dicembre del 2006 in occasione dell'esplosione di petardi durante la partita Napoli-Frosinone. Secondo i magistrati, quell'episodio rappresentò un avvertimento al club che successivamente, dopo la stretta imposta dal Decreto Amato, decise di non cedere più i biglietti omaggio. Da lì sarebbero partite nuove pesanti minacce. Tra i fatti addebitati all'organizzazione vi sarebbe anche l'incendio, nel gennaio del 2005, di una parte della Tribuna stampa del San Paolo.
I magistrati indagavano da tempo su alcuni ambienti della tifoseria azzurra. E' per questo che, probabilmente, avevano fatto mettere sotto controllo le utente telefoniche di alcuni di essi. Così, nell'estate dello scorso anno, si era arrivati all'arresto di Mattera e Busiello, accusati di aver teso un agguato, nel gennaio del 2006, ad un gruppo di supporters laziali diretti a Parma.
Arresto tifosi, Pm: "Da tempo teniamo sotto controllo la tifoseria"
"Da molto tempo teniamo sotto osservazione l'intera tifoseria del Napoli, lo dimostrano altre operazioni effettuate negli ultimi mesi". Lo ha detto il sostituto procuratore Antonio Ardituro, titolare dell'inchiesta sulle estorsioni al Calcio Napoli che ha portato agli arresti di questa mattina. "Abbiamo agito contro i Niss - ha ricordato il magistrato - contro gruppi del Rione Sanità ipotizzando il reato di associazione per delinquere. Ma l'operazione di oggi si riferisce alla vicenda dei petardi durante la partita con il Frosinone; non è trascurabile il fatto che quell'episodio sia puntualmente avvenuto dopo le dichiarazioni di Matarrese che lanciava l'allarme sui rischi che il Napoli correva per le intemperanze dei suoi tifosi".
Tra le cinque persone finite in manette, oltre a Busiello, Mattera e Ruggiero, anche il 20enne Vittorio Puglisi e un altro leader dei gruppi organizzati, Salvatore Piccirillo, per anni alla guida dei Blue Tiger prima in Curva A e poi nei Distinti. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere alla estorsione, tentata estorsione, violazione della legge sulle armi, violenza privata e danneggiamento. "Bisogna sottolineare che Napoli vive una situazione tutta particolare - ha spiegato Ardituro - In altre città d'Italia, lo stadio è il luogo che concentra le violenze; in una realtà territoriale come la provincia di Napoli, dove assistiamo ad episodi di violenza numerosi e gravissimi, lo stadio San Paolo è tutto sommato tranquillo. E comunque vive un rapporto inverso rispetto alle altre città, forse perché vince la passione della gente che veramente tifa per il Napoli".
da calciocampano.com
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